Dobbiamo ottenere i finanziamenti necessari dalla Regione per concludere i lavori. E poi intervenire, sempre a livello regionale, sui massimali di spesa in vigore per l’edilizia pubblica. Agire su quest’ultimo aspetto è un prerequisito fondamentale. E necessario rivedere i costi massimi per l’edilizia popolare in relazione agli aumenti cui è andato incontro il settore delle costruzioni negli ultimi anni. Poi l’iter e le tempistiche sono quelle di un bando normale, visto che il precedente contratto con la ditta costruttrice, con cui porteremo avanti in parallelo il contenzioso, è stato chiuso. In pratica redazione e approvazione di un nuovo progetto esecutivo a completamento del precedente, trovare la fonte del finanziamento e infine pubblicare il bando di gara, che di solito dura 4-5 mesi. Sforzo economico che deve appunto fare la Regione perché era la fonte primaria del finanziamento. Noi abbiamo fatto il massimo stanziando 800mila euro con la variazione di bilancio.

 

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